Iniezioni di trattamento del cancro alla prostata

Tumore della prostata: novità in terapia

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Immaginate di avere in casa una piantina grassa. Ma se per sbaglio un giorno la inondassimo di acqua? Di certo morirebbe, è questa la prima risposta che ci viene in mente. Ma quando si ha a che fare con l'organismo umano la risposta è tutt'altro che scontata.

Lo hanno potuto verificare i ricercatori della Johns Hopkins University School of Medicine di Baltimora, nel Maryland, studiando il tumore alla prostata. Facendo un paragone forzato, nei pazienti che ne sono affetti, proprio come nel caso della pianta con l'acqua, è necessario chiudere i rubinetti del testosterone, perchè proprio l'ormone della virilità è il carburante di cui si nutrono le cellule tumorali per diffondersi.

E con grande sorpresa hanno notato che invece di proliferare, come ci si aspetterebbe, queste muoiono per effetto dello shock ormonale.

Ormai da 70 anni si iniezioni di trattamento del cancro alla prostata che per frenare il tumore della prostata, il più diffuso tra gli uomini, bisogna ridurre o bloccare il testosterone e gli altri ormoni sessuali maschili. Attualmente, negli uomini in iniezioni di trattamento del cancro alla prostata il tumore si diffonde ad altre parti del corpo il trattamento comune è la cosiddetta "castrazione chimica" che attraverso i farmaci blocca la produzione degli ormoni sessuali maschili con l'obiettivo di far morire di fame le cellule cancerogene.

Ma queste imparano ad adattarsi ai nuovi livelli ormonali e riprendono a crescere nuovamente, in poche parole diventano resistenti. Per esempio, le cellule cancerogene sfornano più recettori del testosterone oppure passano a una versione del recettore che non ha bisogno del testosterone per indurre la crescita delle cellule.

Iniezioni di trattamento del cancro alla prostata ricercatori hanno sperimentato questa strategia in 16 uomini affetti da tumore della prostata resistente alla castrazione chimica, che hanno preso parte ad uno studio pilota descritto su Science Translational Medicine.

Nella maggior parte di questi soggetti la malattia aveva provocato mestastasi. Nello studio, i pazienti hanno continuato a iniezioni di trattamento del cancro alla prostata la terapia che blocca la produzione di ormoni, ma ogni 28 giorni ricevevano una iniezione extra di testosterone per un totale di tre iniezioni.

Ogni iniezione portava i livelli dell'ormone nel sangue ben iniezioni di trattamento del cancro alla prostata il livello normale, ma a poco a poco diminuiva fino ad arrivare ai livelli prodotti dalla terapia classica. Una sorta di montagna russa ormonale, insomma, dove i picchi uccidono per shock le cellule tumorali che si sono adattate ai bassi livelli di testosterone, mentre le valli, i punti più bassi, soffocano le cellule che richiedono testosterone per crescere.

Per valutare i progressi dei soggetti, il team ha misurato la quantità di antigene prostatico specifico Psa nel sangue, un indicatore della crescita del cancro alla prostata. La rilevazione è stata effettuata su 14 pazienti, visto che due partecipanti avevano lasciato lo studio dopo il primo turno di trattamento a causa di effetti collaterali.

In sette dei restanti soggetti, quindi nella metà del campione, le iniezioni di testosterone hanno abbassato i livelli di Psa, segno che i tumori erano stabili o in regressione. Risultato: in quattro casi le metastasi risultavano ridotte e in un paziente addirittura scomparse. Tutti e cinque i pazienti in questione erano nel gruppo del calo del Psa.

Con il passare del tempo i vantaggi delle iniezioni svaniscono, si legge nello studio, e dopo circa sette mese i livelli di Psa tornano a salire e il tumore riprende a crescere. Ma, secondo Schweizer, anche una risposta a breve termine come questa è importante perchè contribuisce ad allungare la vita in un tipo di cancro della prostata incurabile come quello resistente alla castrazione chimica.

In precedenza anche altri studi hanno cercato di misurare gli effetti di alti livelli di testosterone sul cancro ma non erano state forniti le dosi di ormone necessarie per uccidere le cellule tumorali resistenti, come invece è accaduto in questa ricerca. I partecipanti allo studio hanno avuto come effetti collaterali nausea, perdita di capelli e in alcuni casi coaguli di sangue nei polmoni.

Un paziente è deceduto per sepsi dopo iniezioni di trattamento del cancro alla prostata ammalato iniezioni di trattamento del cancro alla prostata polmonite, anche se i ricercatori escludono che la causa sia stata la terapia di testosterone. Tuttavia, resta la necessità di ulteriori indagini per verificare la validità dell'innovativo approccio.

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