Postoperatoria del cancro alla prostata

Il Prof. Guazzoni e la diagnosi del tumore alla prostata

Risonanza magnetica per la prostatite

In linea generale dovrebbe essere posto a trattamento chirurgico un individuo con malattia clinicamente localizzata con aspettativa di vita di almeno 10 anni e con buone condizioni generali.

Le tecniche più utilizzate riguardano la chirurgia con accesso retro pubico o perineale e quella laparoscopica senza o con ausilio del robot. In tal modo potrà conoscere se il tumore prostatico interessa i linfonodi o meno e decidere postoperatoria del cancro alla prostata conseguenza. Tale opportunità è assolutamente eseguibile anche con le altre tecniche operatorie.

La dimissione avverrà, qualora le condizioni cliniche lo consentano, con il catetere vescicale a dimora che sarà rimosso, previa cistografia, dopo ulteriori giorni esame radiografico attraverso il quale è possibile verificare la corretta cicatrizzazione tra il moncone uretrale e la vescica. Sinteticamente sono a disposizione:. Esiste una variazione notevole per quanto riguarda il recupero della funzione erettile.

Nella fase post-operatoria sono tuttavia disponibili farmaci per via orale o intracavernosa in grado di ripristinare in una percentuale di casi le erezioni o ridurre i tempi di recupero 5.

Qualora il paziente risulti motivato e la terapia medica abbia fallito, esiste la possibilità di impiantare una protesi peniena permanente. Come ti possiamo aiutare? Complicazioni a distanza Incontinenza fecale: rarissima e solo in caso di prostatectomia postoperatoria del cancro alla prostata via perineale. Incontinenza urinaria: dopo la rimozione del catetere vescicale è frequente un periodo di incontinenza urinaria.

Il periodo necessario alla risoluzione del problema è variabile da alcuni giorni ad alcuni mesi e non è, ad oggi, prevedibile postoperatoria del cancro alla prostata nessuna delle tecniche chirurgiche descritte.